Le Formelle

A cura della dottoressa Isabella Nicolasi e con la collaborazione del dottor Mario Angelone e del dottor Franco Ferrero

A cura della dottoressa Isabella Nicolasi e con la collaborazione del dottor Mario Angelone e del dottor Franco Ferrero
A cura della dottoressa Isabella Nicolasi e con la collaborazione del dottor Mario Angelone e del dottor Franco Ferrero

Gentili lettrici e gentili lettori, in questo numero di Reining Italia News continuiamo a parlare di patologie ossee descrivendo  e spiegando cosa sono le “formelle” . Spesso questo termine viene erroneamente confuso con il termine “schinelle”, patologia di cui abbiamo già trattato nel precedente numero della nostra rubrica.

Con il termine “formella “ si intende una neoproduzione  ossea conseguente a forme di osteite e periostite nella regione del pastorale e che interessano la seconda falange . Anche se le formelle possono comparire sia negli arti anteriori che nei posteriori, si riscontrano decisamente con maggiore frequenza negli anteriori. Le formelle vengono classificate e distinte in “articolari” e “non articolari” , in base al coinvolgimento o meno delle articolazioni interfalangea distale (tra la seconda e la terza falange)  e/o interfalangea prossimale (tra la seconda e la prima falange) . In base alla sua localizzazione, una formella viene inoltre definita “alta” se coinvolge la parte distale della prima falange e la parte prossimale della seconda falange , “bassa” se coinvolge invece la parte distale della seconda falange e quella prossimale della terza falange.

Nel caso delle formelle non articolari, non sempre il cavallo manifesta zoppia, nonostante sia evidente una tumefazione  del pastorale e il gonfiore interessi la parte dorsale , mediale o laterale di questa regione. Anche se non c’è dubbio che tale patologia sia di più frequente riscontro nei cavalli anziani, in cavalli più giovani la formella  può manifestarsi come conseguenza di un trauma diretto o indiretto nella regione della pastoia. Fattore predisponente per l’insorgenza di formelle nei soggetti giovani può essere una conformazione dritto giuntata degli arti o difetti di appiombo e di conformazione del piede .

Nel caso di formelle articolari, è solitamente apprezzabile  una zoppia di grado variabile ma comunque cronica ed eliminabile con un blocco anestetico perineurale prossimale rispetto alla struttura interessata dalla patologia.

Per stabilire il grado di coinvolgimento articolare, un esame radiografico è sicuramente il metodo diagnostico più indicato e permette di verificare l’eventuale presenza di osteofiti e lo spazio articolare.

Un accurato esame radiografico permette anche di escludere altre patologie che interessano la stessa regione anatomica e che potrebbero presentare la stessa sintomatologia delle formelle.  L’osteocondrite dissecante (OCD)  della prima falange, una frattura, una osteite traumatica o lesioni ai legamenti collaterali, sono patologie che devono essere considerate  nella diagnosi differenziale in un cavallo con tumefazioni del pastorale.

Per quanto riguarda il trattamento delle formelle, se le lesioni sono presenti da molto tempo e la neoproduzione ossea coinvolge anche l’articolazione, purtroppo le possibilità terapeutiche sono limitate all’intervento di artrodesi chirurgica, con fusione ed immobilizzazione dell’articolazione interessata. Si tratta tuttavia di un intervento invasivo e complesso e,  a volte, purtroppo non risolutivo.

L’infiltrazione intra articolare di anti infiammatori e la correzione di eventuali difetti di conformazione dello zoccolo possono favorire un miglioramento almeno temporaneo della zoppia.

Nelle fasi iniziali della patologia,  prima che il rimodellamento osseo porti alla formazione di osteofiti, è possibile limitare la reazione ossea con trattamenti anti infiammatori locali e sistemici, applicazione di ghiaccio, laser terapia e onde d’urto. Anche in questi casi, come per  altre patologie di cui abbiamo già parlato , l’intervento e la collaborazione tra medico veterinario e maniscalco è di fondamentale importanza per correggere il pareggio e decidere il tipo di ferratura correttiva più appropriate per il singolo caso , valutando accuratamente la conformazione del soggetto e la gravità e localizzazione delle alterazioni radiografiche .