Inside Judging: Parola di… Alessandro Meconi

Ciao Alessandro, benvenuto nel mondo di Inside Judging, siamo curiosi di avere la tua opinione su alcuni aspetti della vita di un giudice che oltre a giudicare ricopri altri ruoli fondamentali nel mondo del reining Italiano.

Oltre ad essere uno stimato giudice NRHA/IRHA/FISE/FEI sei anche Trainer, Coach della nazionale FEI Junior e Young riders, presidente della commissione giu­dici Italiana, responsabile del dipartimento Reining FISE, tutti ruoli estremamente impegnativi, credi che essere un giudice di esperienza ti possa aver aiutato a dare un valore aggiunto nel momento in cui sei chiamato a ricoprire uno di questi ruoli?

“Ho sostenuto il mio primo corso giudici nel 1996, decisi che se dovevo intraprendere il lavoro di Trainer era necessario ap­profondire la conoscenza della disciplina in cui avevo scelto di esprimermi, non potevo dare un senso a quello che insegnavo ai cavalli se disconoscevo ciò che la scuola americana dell’NRHA ci richiedeva, mi sono poi trasferito in America ed ho lavorato la per la stessa ed identica ragione. Da qui ho avuto la possibilità di trasmettere la mia conoscenza ai cavalli, ai cavalieri e gra­zie alla fiducia dei soci IRHA e dei consigli direttivi ricopro oggi questi ruoli dando il mio supporto alla crescita della disciplina. Un supporto Tecnico di esperienza dovuto ad una crescita che vi garantisco è venuta con tanta umiltà, scrifici e passione per questo sport”.

Sei stato uno dei pochi giudici Italiani, insieme a Eugenio Latorre e Filippo Masi ad avere l’opportunità di giudicare ad Oklahoma il big Futurity per ben 3 volte, come ti ha aiutato questa esperienza a consolidare le tue capacità di giudice e che differenze hai trovato nel far parte di un gruppo giudici NRHA che contribuiscono alla formazione dei regolamenti e che si devono rapportare con i concorrenti che sono tra i mi­gliori trainers a livello mondiale?

“L’esperienza di Oklahoma è stata basilare per completare la mia formazione, prendere parte ad un sistema organizzativo molto diverso da quello Europeo mi ha aiutato ad apportare cambia­menti su alcuni aspetti che venivano sottovalutati. Il Reining ne­gli U.S.A. è gestito come una vera e propria industria, le cose sono studiate perchè tutto riesca al meglio e gli utenti finali che sono gli investitori, concorrenti, allevatori, sponsor etc. etc. siano soddisfatti da risultati sempre migliori ed in continua crescita. I Giudici in questa industria sono quelli che indirizzano attraverso le loro scelte il Reining, sono molto seguiti, tutelati e rispettati, e sempre messi in condizioni ottimali di lavoro, ad esempio, sono impiegati per non più di tot ore giornaliere in modo di garantire e di pretendere la max concentrazione, le strutture in cui svolgono i loro special event sono fatte a misura per questa disciplina, la qualità dei cavalli è molto alta, ci sono tante piccole varianti per cui viene molto più semplice applicare ciò che ci viene insegnato, ma naturalmente c’è un dare ed un avere, di contro ad un giudice è richiesta dedizione, serietà, disciplina ed un confronto continuo tramite il Board con i cavalieri stessi. Ogni occasione è buona per ragionare sulle varie situazioni per apportare cambiamenti o settare regolamenti già in essere, di base la conoscenza dello sport del reining è altissima, il livello di cultura equestre e della disciplina da parte degli organi NRHA, dei Trainers e dei cavalieri è altissima, quindi di contro il confronto tra le parti risulta imme­diato e costruttivo ovviamente ancora migliorabile”.

Come presidente della commissione giudici italiana, molto spesso sei chiamato a dare consigli o esprimere delle opinio­ni, cosa vorresti trasmettere ai giudici con meno esperienza e che vogliono intraprendere questa carriera in modo serio ed impegnato, quali sono i valori e le capacità che vorresti che un giudice acquisisse per ricoprire al meglio il suo incarico? Al contrario cosa non vorresti o non ti aspetteresti dalla figu­ra di un giudice?

“Quando mi trovo a dover esprimere un parere o a dare un in­dicazione è tutto assolutamente fatto a livello personale e non ufficiale, in quanto è importante sempre seguire il regolamento e le indicazioni che ci da l’NRHA, posso consigliare al meglio i giudici che hanno meno esperienza di me e che vogliono cre­scere sulla base dell’impegno della dedizione e delle modalità di apprendimento, vorrei trasmettere in primo luogo l’umiltà di essere sempre nelle condizioni di dover imparare e confrontar­si, purtroppo l’errore è sempre dietro l’angolo, ma importante è svolgere il nostro compito con impegno cercando di rimanere costanti e imparziali nelle scelte che dobbiamo prendere. Que­sto sia negli eventi più importanti e soprattutto nei piccoli show come le nostre realtà regionali, interprovinciali o sociali, perché, sono la base formativa ed educativa della nostra disciplina; non dobbiamo mai dimenticare che in base al nostro operato possia­mo pesantemente condizionare delle situazioni. Al contrario non vorrei che essere giudice porti l’individuo ad approfittarsi dello status imponedosi sui colleghi o dettando legge ai concorrenti, non dobbiamo mai dimenticarci che noi siamo un esempio”.

Come uomo seriamente impegnato nel mondo dei cavalli, quale obbiettivo vuoi ancora raggiungere?

L’obbiettivo che ho è quello di continuare a ricoprire al meglio i miei incarichi e il mio lavoro da trainer e tecnico, mantenendo soddisfatti i miei non pro, sento di poter dire di essere entusiasta del mio lavoro come lo ero quando ho cominciato, vorrei man­tenere alti i colori Italiani raggiungendo ottimi risultati con la nostra squadra Junior e Young riders, anzi colgo l’occasione per fare il mio in bocca al lupo alla nostra squadra Senior e ai miei colleghi impegnati nei Mondiali a Tryon, ed invito tutti a seguirci agli Europei Junior e Young di Lyon, perché questi sono even­ti importantissimi a livello mediatico e di crescita della nostra disciplina. Tutto questo sarà possibile se continuerò ad avere l’appoggio di chi mi ha sostenuto fino ad ora, cioè la mia famiglia in primo luogo a cui chiedo costanti sacrifici per permettermi di continuare a seguire questo impegnativo percorso, a tutto il mondo del reinig in particolare al consiglio IRHA e a tutti i soci che credono nei miei programmi, sono convinto che l’unione fa la forza e se tutti uniamo il nostro impegno il Reining Italiano potrà raggiungere alti livelli, siamo già sulla buona strada!

A cura di MANUELA MAIOCCHI